Marzo 24, 2026

Luca Lunghi: la forza di andare oltre, tra sport, vita e passione

Luca Lunghi

Ingegnere, pilota, meccanico, manager e molto altro ancora. Luca è una di quelle persone difficili da racchiudere in una sola definizione. Nel paddock lo conoscono come “quello che fa tutto da solo”, perché il suo team è, letteralmente, composto da lui stesso. Una scelta che racconta molto del suo carattere: indipendente, concreto, instancabile.

Ma per capire davvero la sua storia, bisogna fare un passo indietro.

Una sfida iniziata dalla nascita

Luca nasce con una lesione C5-C6 all’arto superiore destro, causata da una paralisi ostetrica. Un parto difficile, segnato anche da un peso alla nascita di 5,7 chili. Eppure, quella che potrebbe sembrare una limitazione, per lui non lo è mai stata davvero.

Crescendo con questa condizione sin dall’inizio, Luca la definisce una “non-disabilità”. Grazie alle terapie ricevute fin da subito, ha imparato a conviverci, fino a considerarsi, semplicemente, una persona normale.

Il momento che cambia tutto

Se c’è un evento che ha segnato un prima e un dopo nella sua vita, non è legato alla sua condizione fisica, ma a una perdita profonda: a quasi quindici anni, nel giro di un solo mese, Luca perde entrambi i genitori.

Un trauma enorme, difficile anche solo da immaginare. Eppure, è proprio da lì che nasce una nuova consapevolezza. Una filosofia di vita costruita sulla resilienza: dopo la caduta, ci si rialza. Dopo il temporale, torna il sole.

Luca fa sua questa idea, trasformandola in motore per il futuro. Da quel momento in poi, ogni traguardo raggiunto, scolastico, sportivo, professionale, diventa anche una forma di rispetto verso i suoi genitori. Una promessa silenziosa: non arrendersi mai.

E anche una rivincita. Non contro qualcuno in particolare, ma contro chi avrebbe potuto pensare che, dopo tutto quello che aveva vissuto, il suo destino fosse già segnato.

Lo sport come rinascita

Nel 2016 partecipa alle Paralimpiadi di Rio nel canottaggio, quattro con timoniere. Un’esperienza che lascia un segno profondo, tanto da trasformarsi in un libro: “ViaParaRio2016 – Remando verso Rio, Diario del sogno per una Paraolimpiade”.

Non è solo il racconto di una competizione, ma il diario di un percorso umano, fatto di sacrifici, sogni e determinazione.

L’incontro con il progetto Di.Di

Un altro capitolo fondamentale della sua vita è l’ingresso nel mondo Di.Di, dove diventa pilota e istruttore nel 2017. Qui trova una realtà che sente immediatamente sua.

Un gruppo che definisce “un diamante dalle mille sfaccettature”, capace di offrire qualcosa di unico: non solo opportunità per persone con disabilità, ma anche una nuova prospettiva per chi si considera “normodotato”.

Un luogo dove le differenze si trasformano in valore, e dove lo sport diventa strumento di crescita, condivisione ed emozione.

La moto: passione, libertà e connessione

C’è poi la moto. Non solo un mezzo, ma un simbolo.

Per Luca, la moto è libertà, è energia, è benessere. È il modo attraverso cui trasmettere emozioni agli altri, in particolare ai ragazzi che partecipano ai corsi Di.Di. Ma non solo: è anche uno strumento per portare sorrisi nei reparti di oncologia pediatrica.

La moto unisce, crea legami, aiuta a rialzarsi quando si inciampa. È, in fondo, una metafora perfetta della sua vita.

Uno sguardo al futuro

Il percorso di Luca è tutt’altro che concluso. Nel 2026 parteciperà all’Octo Cup e all’European Cup con i colori del Nexum Team, continuando a inseguire nuovi obiettivi con la stessa determinazione di sempre.

Quella di Luca Lunghi non è solo una storia di sport o di successo. È una storia di scelte: scegliere di non arrendersi, scegliere di trasformare il dolore in forza, scegliere di vivere pienamente.

E forse è proprio questo il suo insegnamento più grande: non è ciò che ci accade a definirci, ma ciò che decidiamo di farne.

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